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Girolamo Zorli

I giuochi di Lorenzo Franciosini

 

 

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Premessa.

Il linguista Lorenzo Franciosini ha scritto un vocabolario toscano-castigliano, la cui prima edizione è del 1638, nei tempi in cui la superpotenza mondiale e la padrona d'Italia era la Spagna. Ne diamo conto altrove. Nell'edizione riveduta del 1645 ha inserito vari dialoghi esemplificativi nelle due lingue. Nel terzo dialogo racconta in italiano e in spagnolo come un gruppo d'amici dopo cena decisero di giocare a carte. Dopo avere valutato vari giochi, decisero di giocare a Primiera. Come vedremo, molti giochi che menzionano sono documentati nel Cinquecento.

Vinciperdi, Trionfo, Picchetto, Giulé.

pag. 137
R. Aqui estan los naipes, que jugaremos ?
Ecco le carte, che giocheremo noi ?
L.Juguemos ganapierde.
Giochiamo al vince perde (1).
M. Es juego de mucha flema.
E' un gioco di troppa flemma.
L. Pues sea el triunfo.
Horsù sia il trionfo
(2).
M. Quede para los viejos
Questo è gioco da vecchi
L . A los cientos
Facciamo a picchetto (3).
M. Desuaneceseme la caveza de estar siempre contando
Mi fa girar a testa lo star sempre contando.
L Menos os gradarà el chilindròn.
Manco vi piacerà il giulé (4).
M. Esso es para mugeres detras de los tizones.
A questo bisogna lassar far alle donne dietro i tizzoni.
L. No es sinò que V.M. no quiere juego de virtud, sinà de arrebara capas.

(1) Vinceperde sembra un gioco a non prendere. Qui è definito gioco flemmatico e pensoso.
(2) Trionfo era un gioco di presa e taglio di grande popolarità. All'inizio del gioco, il mazziere scopriva ritualmente una carta il cui seme era il seme di briscola di quella mano. Qui viene definito gioco da vecchi.
(3) Picchetto è un gioco francese ancora praticato. Sembra che al tempo di Franciosini consistesse nel collezionare scale di carte dello stesso seme.
(4) Il Giulé o Gilé era un gioco d'azzardo francese. E' stato molto popolare. E' ricordato nel 1530 da Giolamo Cardano nel suo Liber del ludo aleae e da Michelangelo Buonarroti il giovane nel 1610 nella commedia Le Mascherate, da noi commentata.

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Trenta per forza, Rovescina, Ronfa, Tre due asso, Trionfo cheto

Non è, se non che V.S. non vuol giuoco di virtù, ma di vincere, ò perdere presto.
M. Para que hemos de estar gastando tiempo ? fino le que se hà de empenar, vendase (como dizen.)
Perché aviano noi à stare à perder tempo? non è egli meglio, che quello che s'hà ad impegnare, si venda (come si suol dire?)
R. Sì, porquè hazienda hecha, non dà priessa
Sì, perche roba fatta non dà fretta.
L. Y mas quando le ganan al hombre su dinero, lo quitan presto de cuidado.
E molto più quando vincono à un huomo i suoi denari, lo cavano presto di fastidi
.


pagina 138
M. He aquì estan los naipes, juguemos treynta por fuerza; o los albures, que todos estos son buones juegos.
Ecco qui le carte, giochiamo a trenta per forza (5), o alla rovescina (6), che tutti questi son buoni giuochi.
R. Yo no soy amigo dellos (sic), sino de juegos de primor (?), como el Reynado, el tres, dos, y as, trunfo callado, y otros semejantes.
A me non piacciono, se non giuochi principali, come la ronfa (7), il tre,due ed asso(8), il trionfo cheto (9), e simili altri.
O. Ora por quitar a todos de contienda, yo quiero dar un medio, y sea este la Primera.
Horsù, per finir tutte le dispute,io voglio dare un mezzo, e questo sia Primiera (10).
L. Yo entiendo,que se llamò Primera, porque tiene el primer lugar entre los juegos de naipes.
Io credo che si sia chiamata Primiera, per aver il primo luogo tra i giuochi di carte.

(5) Il Trenta per forza è ricordato nel Sermo perutilis come gioco d'azzardo.
(6) La Rovescina è ricordata dal Lasca nel 1545 circa. Sembra fosse un gioco a non prendere. Doveva essere un gioco diverso dal Vinceperde (cfr n.1)
(7) La Ronfa è stato un gioco molto popolare nel Quattrocento e nel Cinquecento. Consisteva nel collezionare una lungs serie di carte dello stesso seme. Questa è una delle ultime citazioni a me conosciute di questo gioco.
8) Tre due Asso è ricordato dal Lasca e da Pietro Aretino.
(9) Trionfo cheto sembra essere stato una variante del gioco del Trionfo. Congetturo che questa variante dovesse essere giocata in silenzio, senza dichiarazioni.
(10) La popolarissima Primiera era considerata il principe dei giochi di carte (cfr. Francesco Berni, Girolamo Cardano, Pietro Aretino e Buonarroti il Giovane). Era gioco d'azzardo del tipo del Poker contemporaneo. Franciosini prosegue descrivendocene una mano.

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Posto online il 15 ottobre 2011

da Girolamo Zorli

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