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Girolamo Zorli

Il gioco del Flusso di Girolamo Cardano

ovvero il Black Jack del Rinascimento.

Il Flusso di Girolamo Cardano

Girolamo Cardano

Il gioco del Flusso Ŕ un gioco d'azzardo su tre carte citato fin dal Quattrocento. Thierry Depaulis mi informa che la prima menzione Ŕ del 1467. Lorenzo il Magnifico intorno al 1478 lo definý gioco maladetto, d'azzardo. Nel successivo gioco della Primiera, il flusso era la combinazione di tutte carte dello stesso seme. Ne deriva che il gioco del Flusso fosse incentrato su combinazioni di carte dello stesso seme. Un altro gioco popolare quattrocentesco era incentrato sulle combinazioni di carte dello stesso seme, il gioco della Ronfa. La Ronfa per˛ si giocava su nove carte ed Ŕ spesso ricordato come gioco lungo e complesso, che non aveva la rapiditÓ e i nervi d'un gioco d'azzardo.
Girolamo Cardano nel Capitolo XXV del suo Liber de Ludo Aleae, che sembra essere stato scritto non dopo il 1530, accenna ad alcune interessanti informazioni sul gioco del Flusso.

... fluxus, qui fit cum tribus chartis : Gallicus est pulcherrimus, nam unum cum figura, vel cum binario efficit XXI. qui summus est punctus apud reliquas, plerasque gentes. Sed apud Gallos, si adsit aliud unum fiunt viginti unum cum dimidio. Sed tria puncta superant etiam fluxum, & est supremum, & pro fluxu, & puncto haberi potest.Viginti etiam cum uno puncto, alia in charta efficit viginti cum dimidio, & ita habent viginti, viginti cum dimidio, & viginti duo, qui (ut dixi) superior est fluxui. Post est fluxada : Giletium id est, ego habeo...

Parlando dei giochi di sola fortuna, Cardano spiega che il Flusso si giocava con tre carte.
Viene detto chiaramente che nel gioco del Flusso le combinazioni premiate erano, in ordine decrescente, il flusso di tre carte dello stesso seme e il punto di due carte su tre dello stesso seme. Il punto di due carte dello stesso seme era valutato secondo il valore delle carte stesse. 21 era il punto pi¨ alto, che veniva ottenuto con Asso+figura o con Asso+Due.
La scala delle combinazioni era dunque : flusso - 21 - punto.

Non Ŕ esplicito quanto valessero individualmente le tre carte menzionate, l'Asso, il Due e la figura. Cardano chiama l'Asso sia unum che punctum, facendomi pensare che l'Asso valesse 1. Ma sappiamo che alle combinazioni Asso+figura e Asso+Due era stato dato il valore di 21, valore che era superiore al valore di qualsiasi altra combinazione di due carte. La disomogeneitÓ del Due e della figura sembra confermare che il valore del 21 era convenzionale e non rappresentava la somma del valore delle due carte dello stesso seme che lo componevano. 

Se 21 era il punto convenzionale maggiore, il punteggio naturale sottostante era il 20. Lo conferma Cardano parlando della variante francese del 20+Asso di cui scrivo nel paragrafo successivo. Il 20 era ottenuto con due carte delle tre possedute. Se vi fossero state carte di valore superiore a 10, 20 non sarebbe stato il punteggio naturale maggiore. Se non potevano esserci carte con punteggio superiore a 10, il 20 era ottenibile con due carte necessariamente di valore 10. Il mio sospetto Ŕ che nel Flusso le carte valessero come nella Ronfa, cioÚ valessero il loro valore facciale, e che le figure e i Dieci valessero 10. Ne deriva che il valore delle carte degli odierni Baccarat, Chemin de Fer, Black Jack e simili Ŕ quello del Flusso quattrocentesco.

Ignoriamo con che mazzo giocassero, se intero o se ridotto. Il mazzo della Ronfa non aveva i Dieci.

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Variante francese del Flusso.

Ma, prosegue Cardano, i francesi avevano aggiunto una brillante variante di valutazione, l'Asso. Se al 20 veniva aggiunto un Asso di altro seme, questo 20 valeva pi¨ degli altri. Se al 21 veniva aggiunto un altro Asso di un seme qualsiasi, queste tre carte valevano 21 e mezzo. In altre parole, il 21+Asso era superiore al 21 semplice. Inoltre, in Francia tre Assi superavano il 21 e il 21+Asso e anche il flusso. Insomma, il tris d'Assi era la combinazione maggiore, che si poteva dichiarare come punto e come flusso. Ecco la scala comparata delle combinazioni :

Italia                                                    Francia_____________________

Punto (valore da 3 a 20)                     Punto (valore da 3 a 20)
due carte dello stesso seme                due carte dello stesso seme
                                          -----------------
                                                            Due Figure dello stesso seme + Asso d'altro seme
                                           -----------------
           21                                                         21
(A+Fig o A+2 dello stesso seme)         (A+Fig o Fig+2 dello stesso seme)                                                                                                 -------------------
                                                               21 + Asso d'altro seme
                                            --------------------
Flusso  (valore da 7 a 30)                       Flusso (valore da 7 a 30)
tre carte dello stesso seme                      tre carte dello stesso seme
                                            --------------------
                                                                 tre Assi

Le ultime parole di Cardano qui riportate sono : Post est fluxada : Giletium id est, ego habeo... cui segue una serie di nomi di giochi di carte di sola fortuna. Letteralmente, intendo che vi fosse una altro gioco, detto Flussata : Giletio, cioÚ io ho. Il gioco francese del Gilet sembra prendere nome dalla dichiarazione je l'ai o j'y l'ai,  che vuole appunto dire l'ho, ce l'ho. La Flussata, come sembra anche a Depaulis, era un altro gioco di cui non sappiamo niente.

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Scarti e dichiarazioni

Cardano scrive che in Francia il supremus, cioÚ i tre Assi & pro fluxu, & puncto haberi potest. Qualche pagina prima, nella descrizione della Primiera, Cardano usa l'espressione haberi potest per indicare la dichiarazione. In questo caso, dice che i Tre Assi potevano essere dichiarati come flusso e come punto. Nella Primiera, le quattro carte uguali avevano lo stesso trattamento, potevano essere dichiarate sia come primiera che come flusso. Ne ricavo che nel gioco del Flusso vi erano dichiarazioni di combinazioni possedute, come nella Primiera. La presenza di una fase dichiarativa mi sembra implicare che vi fossero di conseguenza puntate fatte dal dichiarante che potevano essere accettate o rinunciate dagli avversari.

Nelle pagine precedenti descrittive della Primiera, Cardano utilizza la parola latina adsit per indicare l'arrivo di una carta da scarto e cambio. In queste righe sul Flusso, Cardano dice si adsit aliud unum, se arriva un Asso qualsiasi. Ne ricavo che vi fossero delle fasi di carto e scambio, con carte erogate dal mazziere o meno probabilmente pescate dal tallone. Il cambio delle carte e la dichiarazione fanno pensare che il gioco si sviluppasse con ritualitÓ articolate, forse simili a quelle della Primiera.

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Altri giochi menzionati

Tiziano - Pietro Aretino

Seguitando la lettura del De ludo Aeae di Cardano, troviamo citati questi giochi di carte :

Post est fluxada : Gilerium id est, ego habeo, quadraginta, & triginta unum, Baseta ludus desperatorum, Cricones, fortunae, & industriae, triumphi, triumpheti, sequentiae, sequentinum tarochi, centum, trapola, Romfa, scaltara, tum alij multi.
GilÚ cioÚ l'ho, Quaranta & Trentuno, Bassetta gioco dei disperati, Criccone. Tra i giochi di abilitÓ, i Trionfi, i Trionfetti, la Sequenza, i Tarocchi con sequenza, il Cento, la Trappola, la Ronfa, la Scaltara.

Molti di questi sono nomi di giochi di cui sappiamo poco o niente.
Del GilÚ ho accennato poche righe sopra. E' stato un popolare gioco d'azzardo, spesso paragonato alla Primiera, giocato in varie parti d'Europa fino al Seicento.
Del Quaranta e del Trentuno, citati fin dal Quattrocento, non abbiamo notizia.
La Bassetta Ŕ ricordata spesso e spesso maledetta. (cfr. Lorenzo il Magnifico, Francesco Berni, Pietro Aretino). Era un gioco d'azzardo semplice e rovinoso, che si risolveva nell'estrazione di una carta.
Il Criccone Ŕ un altro gioco quattrocentesco sconosciuto spesso ricordato anche nel Cinquecento. Le cricche erano combinazioni di carte uguali. Nel Sermo perutilis de ludo il gioco della Cricca viene menzionato come gioco d'azzardo praticato su tre carte.
I Trionfi erano il nome Quattrocentesco del gioco oggi chiamato dei Tarocchi.
I Trionfetti erano un gioco di presa e taglio praticato col mazzo normale. Il gioco dei Trionfi cambi˛ nome in Tarocchi nel primo quarto del Cinquecento sembra a causa della enorme popolaritÓ dei Trionfetti. I Trionfetti, o Trionfini, costrinsero i magni Trionfi al trasloco su un nome d'origine e significato incerti.
I Tarocchi sequentini sono sconosciuti. La denominazione sembra alludere a una variante del gioco dei Trionfi/Tarocchi, una variante dove era importante incassare sequenze di figure dello stesso seme. Troviamo qui ricordati i Tarocchi sia col vecchio nome di Trionfi che col nuovo sorgente nome di Tarocchi. Questo mi fa pensare che queste righe siano state scritte non dopo il 1530.
Il Cento e la Scaltara sono sconosciuti.
La Trappola Ŕ descritta diffusamente da Cardano in altro capitolo del De ludo aleae. Era un gioco di presa in cui era richiesta una grande concentrazione.
La Ronfa era un gioco quattrocentesco dove occorreva combinare una lunga serie di carte dello stesso seme.

Messo online il 19 ottobre 2011

da Girolamo Zorli

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