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Girolamo Zorli

Il Sermo perutilis de ludo.

Premessa

Lo studioso americano Robert Steele ha trovato, comperato e pubblicato nel 1900 un volume, contenente vari sermoni manoscritti della fine del XV secolo. Il volume consiste di 407 pagine di 210x145mm, ed è conservato dalla United States Playing Card Company. La filigrana dei vari fogli di carta usati indica, secondo Ronald Decker, una zona di provenienza non lontana da Venezia. Tutti i sermoni del volume sembrano riferibili alla seconda metà del Quattrocento italiano.
Tra loro c’è quello di nostro interesse, il Sermo perutilis de ludo cum aliis, l'utilissima predica sul gioco con altri, che gli anglosassoni chiamano sermone Steele. Noi preferiamo chiamarlo semplicemente Sermo de ludo.
Il Sermo de ludo è un documento importante sui giochi d'epoca in Italia. Dà una lista di giochi di taverna dell'epoca. Una nostra analisi e dissertazione, sui molteplici indizi che ci dà, è inserita nella parte storica del Quattrocento. Il Sermo inoltre riporta la prima scala di ventidue trionfi conosciuta, una scala ferrarese.

Le quaranta pagine del Sermo de ludo sono una lunga invettiva contro le taverne ed i loro giochi. La data di redazione è discussa, e va dal 1460 al 1500. La tendenza prevalente è di datarlo intorno al 1470. L'autore è un predicatore, forse un francescano, ma Michael Dummett preferisce credere che sia un domenicano. La lingua è il latino involgarito dall’italiano di allora, intercalata da colorite espressioni in italiano vernacolare. Vi si racconta di come Satana abbia organizzato una Chiesa incentrata sui giochi d'azzardo, alternativa a quella di Cristo. Della trasformazione delle bische in cattedrali demoniache e dei diavoli denominati con nomi di giochi nè aveva già parlato san Bernardino da Siena (1380-1444) nel sermone De Ludo Aleae, che riporta le grandi linee della famosa predica tenuta a Bologna nel 1423.

Riportiamo stralci del Sermo de ludo. Abbiamo omesso le lunghe parti di minor interesse per la storia dei giochi. Il testo è in corsivo. Abbiamo cercato di facilitarne la lettura, intercalandone i brani con una nostra libera trasposizione in italiano contemporaneo. Abbiamo evidenziato in grassetto le parole di nostro interesse. Il testo è tratto dalla prima pubblicazione avvenuto nel 1900 nella Archaeologia or Miscellaneous tracts relating to antiquity, pubblicata dalla Society of Antiquaries of London nel vol. LVII (1900) = Second series vol. VII (1900). A destra, l'ultima pagina del Sermo con la lista dei trionfi.

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Premessa : giochi citati.

I giochi citati sono sia di dadi, che di tavoliere, che di carte. Alcune denominazioni si riferiscono a giochi sconosciuti, in qualche caso permane il dubbio quali siano di carte.

Scartabellare, o Sozo, è definito di carte e ci è sconosciuto.

La Bassetta era gioco d'azzardo popolarissimo e molto longevo, ricordato da molti autori del Cinquecento.

Menoretto lungo o corto ci è sconosciuto.

La Sequenza è qui ricordata come gioco di dadi, ma sappiamo che vi era anche un gioco di carte di questo nome.

Perdivinci è gioco sconosciuto.

La Ronfa è gioco la cui invenzione è attribuita a re Ferdinando di Napoli. Fu molto popolare fino all'inizio del Seicento.

Scaricalasino è forse il gioco ancora praticato.

Cricca è gioco spesso ricordato come popolare. Le uniche informazioni che ho sono quelle di questo testo : era d'azzardo e si giocava su tre carte, come il Flusso.

Falcinelle, gioco qui definito di carte e sconosciuto.

Flusso è stato gioco popolare fino alla metà Cinquecento. Girolamo Cardano ne dà alcuni dettagli.

Trenta per forza è gioco sconosciuto ricordato anche da Lorenzo Franciosini a metà Seicento.

I Trionfi sono oggi denominati Tarocchi.

 

 

 

Tre generi di giochi

Ad cujus evidentiam queritur, quis invenit ludum? Respondeo quod tria sunt genera ludorum fortunae, viz.: Taxillorum, Cartularum, et Triumphorum. Que omnia secundum Thom. &c. et multos alios, a dyabolo inventa sunt ut potest patere discurrendo per singula hoc modo.

Chi inventò il gioco? rispondo che ci sono tre tipi di gioco d'azzardo: i dadi, le carte ed i trionfi. Tutti questi, secondo san Tommaso ed altri, sono stati inventati dal diavolo...

Nam in primitiva ecclesia ... omnes fideles concurrebant ad ecclesias et maxime in Navitate Domini. Et tanta erat laus divina cum canticis organis &c. quod totus mundus et aer replebantur laudibus.

Nella chiesa primitiva ... tutti i fedeli frequentavano le chiese, soprattutto a Natale. E tanta era la lode divina con canti e organi eccetera che tutto il mondo e l'aere si riempivano di lodi.

Et exinde demones fugerunt ad infernum. Quos interrogavit magnus Lucifer qua de causa fugissent. Tunc surrexit quidam dyabolus nomine Azarus et dixit totum ordinem dicte fuge parabolice. 'Sed si tu vis mihi obtemperare, ego faciam pervertere quicquid illi fecerunt in contumeliam dei et tui ipsius amorem.'  'Et quid facies,' inquit ille? 'Constituam,' ait, 'in civitatibus et castris et villis episcopatum seu baratariam, et episcopum baraterium verum.

Per cui i demoni fuggirono all'inferno ed il gran Lucifero chiese loro perchè scappassero. Allora un diavolo di nome Azaro lo spiegò. "Ma" aggiunse "se mi dai retta, pervertirò tutti e li farò bestemmiare Dio..... edificherò nelle città, negli accampamenti e nei villaggi il vescovato della bisca, ed il biscazziere sarà il vero vescovo.

Et in nocte Navitatis Domini plus veniret ad ecclesiam nostram quam ad ecclesiam Dei. Et ecclesie nostre parochiales erunt taberne. Et sacerdotes erunt tabernarii, et capelle nostre erunt apothece, et capellani erunt apothecarii. Et sacristie nostre erunt domus macellariorum ubi stabunt reliquie nostre, seu taxilli, ossa nostrarum sanctarum bestiarum. Et carte erunt ymagines. Altare erit banchum. Lapis consecratus erit tabulerium. Calix erit cyathus vini. Hostia erit ducatus aureus. Missale nostrum erit taxillus: carte hujus missalis erunt cartule et triumphi.' 

La notte di Natale verrà più gente alla nostra chiesa che a quella di Dio. Le nostre parrocchie saranno le taverne. Gli osti saranno i sacerdoti, le nostre cappelle saranno le  apoteche... le nostre sagrestie saranno le macellerie con le nostre reliquie, i dadi fatti con le ossa dei nostri santi animali.... le carte saranno i santini, l'altare sarà il banco, la pietra consacrata sarà il tavoliere, il boccale di vino sarà il Calice, il ducato aureo l'Ostia , i dadi saranno il Messale, le cui pagine saranno le carte ed i trionfi."

(A sinistra san Bernardino da Siena, formidabile fustigatore dei giochi. A destra, il Diavolo di Agnolo Hebreo, Bologna, Sec. XVI)

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Ventun gradini

Qui quidem taxillus habet 21 punctos dyabolo consecratos. Qui quidem puncti 21 sunt gradus unius scale descendentis in inferum. Et nota quod quilibet taxillus habet 6 stantias: in quibus collocati sunt isti gradus; qui designant 21 ludos fortunae quibus utitur lusor, et sunt nomina demonum.

Ogni dado ha ventun punti (N.d.T. :6+5+4+3+2+1) consacrati al diavolo. Questi ventun punti sono i ventun gradini che scendono all'inferno. Ogni dado ha sei facce, sei stanze dove ci sono questi gradini, che sono i ventun giochi d'azzardo, che sono demoni.

Nam in prima stantia est unus punctus quod dicitur As nomen dyabolicum. Et quando vocat "as," vocat dyabolum ut adjuvet se frangere spatulas.

Nella prima stanza c'è un punto, che dicono As, nome diabolico. Quando chiami As chiami il diavolo perchè ti aiuti a romperti la schiena.

In secunda stantia sunt duo puncti, designantes duos ludos quorum primus dicitur Scartago, secundus Assobini, duo nomina demonum.

Nella seconda stanza vi sono due punti, che designano altrettanti giochi. Il primo di chiama Scartago, il secondo Assobini, nome demoniaci.

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Scartabellare, Bassetta, Menoretto, Sequenza.

In tertia stantia tres sunt puncti, quorum primus dicitur Sozo (vel ydiomate nostro Scartabellare, ludus cartularum valde damnosus), nomen illius demonis sic vocati. Et quando barateus potest, dicit "Tra a quilli." Et tunc socius ait, 'Sozo, diavolo,' honorando auctorem suum. Et socius respondit, 'Chel te possa portare et cavarte uno ochio, et strascinarte per questa scala.'

Nelle terza stanza vi sono due punti, il primo detto Sozo, gioco molto dannoso (chiamato in italiano Scartabellare, gioco di carte molto dannoso), dal nome dei loro demoni. Quando il biscazziere può, dice "Tra a quilli". Ed allora il compagno dice , onorando il suo padrone "Sozo, diavolo". Ed il compagno risponde "Che ti possa portare e cavarti uno occhio, et trascinarti giù per questa scala."

Secundus punctus dicitur Azaro (vel potius, La Basseta, ludus cartularum qui ponit lusorem al basso). Tertius Sequentia. Iste ludus fit cum tabulis.

Il secondo punto si chiama Azaro (meglio, La Bassetta, gioco di carte che mette a terra il giocatore. Il terzo si chiama Sequenza, gioco di tavoliere.

In quarta stantia sunt quatuor puncti qui significant quatuor ludos. Quorum primus dicitur Menoretto curto, id est, ad furchas ante senectutem. Secundus dicitur Menoretto longo, id est, ad hospitale toto tempore vite sue.

Nella quarta stanza vi sono quattro punti per quattro giochi. Il primo si chiama Menoretto corto, cioè alla forca prima della vecchiaia. Il secondo è il Menoretto lungo, cioè ricoverato in ospedale per tutta la vita.

Tertius dicitur Sbaraglio, id est tutta la roba. Quartus Sbaraglino, id est, lain en lo corpo.

Il terzo si chiama Sbaraglio, cioè tutta la roba. Il quarto Sbaraglino, cioè l'hai in corpo.

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Perdivinci, Ronfa, Scaricalasino.

In quinta stantia sunt quinque puncti figurantes quinque ludos. Quorum primus dicitur Perdi o vinci. Secundus dicitur Sette o sey. Tertius Buffa Aragiato, aut Ronfa, id est desconza hay la borsa (del buffa aragiato). Et est crudelis ludus, quia multos ducit ad paupertatem. Quartus dicitur Scarga lasino, id est quicquid habet in domo. Et remansit nudus et levis. Quintus A uno tracto e mezo.

Nella quinta stanza vi sono cinque punti per cinque giochi. Il primo è Perdi o vinci. Il secondo è Sette o Sei. Il terzo Buffa Aragiato, oppure Ronfa, cioè hai la borsa (del buffa arrabbiato) sconciata. Ed è gioco crudele che ha ridotto molti in povertà. Il quarto si chiama Scarica l'asino, cioè tutto quello che possiedi. E resti nudo e leggero. Il quinto A un Tratto e mezzo.

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Ronfa, Cricca, Falcinelle, Flusso, Trenta per forza

Aliter In quinta sunt Ronfa, ludus cartularum, Crica ludus trium cartularum. ('Cruca' melius sonaret. Nam in lingua sclava dicitur panis; quia ludit panem filiorem. Et ludit hoc ludo dando cartulas a 3 a 3.) Milaneso; vel al 50, (ad quem numerum qui citius pervenerint cum cartulis lucrantur), ludus cartularum novus. Falcinelle (sive, A la terza a la quarta) ludus cartularum. Fuxo, volve cartam in principio. (Ludus cartularum noviter inventus. Sed interpone l post f, quid est fluxus. Et significat instabilitatem denariorum, quia sicut fluxus emittat sanguinem hominis sic ludus, &c.)

Altrimenti nella quinta stanza ci sono Ronfa, gioco di carte, Cricca, gioco di tre carte (meglio dire Crucca, che il slavo significa pane, perchè ci si gioca il pane del figli. E si gioca a questo gioco dando carte tre a tre.) Milaneso, o al 50 (vince chi arriva prima a questo numero), gioco di carte nuovo. Falcinelle (o Alla terza alla quarta), gioco di carte. Fuxo, gira la carta all'inizio (gioco di carte inventato da poco. Se metti una elle dopo la effe, diventa flusso. E significa instabilità dei soldi, che emetta il sangue umano, così il gioco...)

In sexta stantia sunt sex puncti, significantes sex alios ludos. Quorum primus dicitur Spagnolo reverso, et est ludus alearum. Secundus dicitur Al trenta per forza. Tertius, Ochaba cha (or da) lasso. Quartus, Lo imperiale. Quintus, Passa el diece. Sextus, A chi non piace la volta la dia al compayno. (Vel. Ha un tracto e mezo). Et omnia ista sunt nomina demonum.

Nella sesta stanza vi sono sei punti per altrettanti giochi. Il primo si chiama Spagnolo reverso, gioco di dadi. Il secondo Al trenta per forza. Il terzo, Ochaba che ha (o dà) l'Asso. Il quarto, Lo imperiale. Il quinto, Passa il dieci. Il sesto, A chi non piace la volta la dia al compagno, o A un tratto e mezzo. E son tutti nomi demoniaci.

Invettiva contro i giochi.

Et ista est ratio quod homines plus blasfemant in ludis quam in aliis, quia tot demones vocant ad sui ruinam quot puncti sunt in dadis. Et quum omnes perdant in ludo, opinio est quod illi denarii - ubi est sanguis viscerum Dei, Christi, et sanctorum - reserventur in manibus dyabolorum, qui eos distribuunt desperatis petentibus pecunias a demonibus.

Questa è la ragione per cui mentre giocano gli uomini blasfemano di più Dio, perchè tutti i demoni ne invocano la rovina per quanti punti vi sono nei dadi. ... che i denarii persi al gioco... tornano in mano ai diavoli che li restituiscono ai disperati che glieli chiedono.

De secundo ludorum genere scilicet cartularum dico quod si lusor cogitaret quod in cartulis significatum est, forte ab eis cavaret. Nam in cartulis quadruplex differentia est.

Il secondo genere di giochi, quello delle carte, dico che se il giocatore pensasse a ciò che è rappresentato nelle carte, se ne guarderebbe. Nelle carte infatti vi è una quadruplice differenza.

Ibi nam sunt denarii per manus lusorum discurrentes. Et hoc significat instabilitatem pecunie in lusore, quia debes cogitare, quando intras in ludum, quod denarii tui ibunt in malam horam eo quod perdes.

Ecco le denari che scorrono dalle mani dei giocatori. Significa instabilità finanziaria, devi meditare, quando cominci un gioco, a chi nella sfortuna andranno i denari che perdi.

Sunt et Cuppe ad ostendendam paupertatem ad quam ita deveniet lusor,  quod carens cypho ad bibendum utetur cuppa.

Le Coppe mostrano la miseria cui giunge il giocatore, che senza cibo resta con una coppa per bere.

Sunt et bastoni. Lignum est arridum ad insinuandam siccitatem divine gratie in lusore. Sunt postremo et enses ad declarandum brevitatem vite lusoris quia plerumque occidunt.

Le Bastoni. L'arido legno rappresenta la siccità della grazia divina nel giocatore. Vi sono infine anche le Spade che sono fatte per uccidere e alludono alla brevità della sua vita.

Nullum enim genus peccatorum est ita desperatum sicut lusorum. Quando perdit et non potest habere desideratum punctum, cartulam, vel triumphum, percutit crucem in denario, blasfemando Deum vel sanctos, cum rabie projicente taxillos dicendo suipsomet. 'Che me sia moza la mano,'. Facillime irascitur socio ridenti, et continuo in contumelias surgit et percutiunt...

Nessun peccatore è disperato quanto un giocatore. Quando perde perchè non può avere il punto, o la carta o il trionfo desiderati, percuote la croce nel danaro, bestemmiando Dio e i santi, con rabbia scaglia i dadi dicendosi ' Che mi sia mozza la mano'. Facilmente s'arrabbia alle risa dell'avversario, si insultano in continuazione e si picchiano....

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Il gioco dei trionfi

De tertio ludorum genere, scilicet triumphorum. Non est res in hoc mundo quod pertineat ad ludum tantum Deo odibilis sicut ludus triumphorum. Apparet enim in eis omnis turpitudo Christiane fidei ut patebit per ipsos discurrendo. Nam dicuntur triumphi, sic, ut creditur, a dyabolo inventore intitulati, quia in nullo alio ludo ita triumphat cum animarum perditione, sic in isto. In quo non solum Deus, angeli, planete, et virtutes cardinales vituperose ponuntur et nominantur, verum et luminaria mundi, scilicet Papa et Imperator, compelluntur, quod absurdum est, cum maximo dedecore Christianorum, in ludum intrare.

Il terzo genere di giochi, i trionfi. Non vi è al mondo gioco tanto inviso a Dio quanto i trionfi. Come vedremo, vi appaiono tutte le torpitudini della fide Cristiana. Si chiamano trionfi perchè, come sembra, sono intitolati al diavolo, che in nessun altro gioco trionfa di perdizione delle anime come in questo.  Questo è il gioco in cui non solo vengono insolentemente nominati Dio, gli angeli, i pianeti e le virtù cardinali, ma sono costretti ad entrare in gioco anche il Papa e l'Imperatore, con massima indecenza dei cristiani.

Sunt enim 21 triumphi qui 21 gradus alterius scale in profundum inferi mittentis.Primus dicitur El bagatella (et est omnium inferior). 2, Imperatrix. 3, Imperator. 4, La papessa (O miseri quod negat Christiana fides). 5, El papa (O pontifex cur, qui debet omni sanctitate polere, et isti ribaldi faciunt ipsorum capitaneum). 6, La temperantia. 7, L'amore. 8, Lo caro triumphale (vel mundus parvus). 9, La forteza. 10, La rotta (id est regno, regnavi, sum sine regno). 11, El gobbo. 12, Lo impichato. 13, La morte. 14, El diavolo. 15, La sagitta. 16, La stella. 17, La luna. 18, El sole. 19, Lo angelo. 20, La justicia. 21, El mondo (cioe Dio Padre). 0, El matto sie nulla (nisi velint).

I 21 trionfi sono i gradini della scala che porta agli inferi più profondi. Il primo si chiama il Bagatella, che è inferiore a tutti. 2, Imperatrice. 3, Imperatore. 4, La papessa (misero chi nega la fede cristiana). 5, il Papa ( o pontefice, che questi ribaldi fanno loro capitano quando invece rappresenta ogni santità). 6. La temperanza. 7, l'Amore. 8. Il carro trionfale (o mondo piccolo). 9. La fortezza. 10. La rotta (cioè regno, regnai e son senza regno). 11 Il gobbo. 12. L'impiccato. 13, La morte. 14, Il diavolo. 15, La saetta. 16, La stella. 17, La luna. 18, Il sole. 19, L'angelo. 20, La giustizia. 21, Il mondo (cioè Dio padre). 0, Il matto, o il nulla (nisi velint).
(A sinistra, la Morte del mazzo Carlo VI, Ferrara, sec. XV)

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Bibliografia

Steele, Robert. Sermo perutilis de ludo. In Archaeologia or Miscellaneous tracts relating to antiquity. Society of Antiquaries of London ; vol. LVII (1900) = Second series vol. VII (1900)
Dummett, Michael, The game of Tarot. Londra, 1980
Ronald Decker, The Steel Manuscript, IPCS Journal, vol XVII, 1989
Dummett, Michael Il Mondo e l’Angelo, Napoli 1994

Posto online il 16 settembre 2007

aggiornato l'11 novembre 2011

da Girolamo Zorli

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