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ACCADEMIA del TRE

Jean Baptiste Alliette

Nel 1770, Jean-Baptiste Alliette (Parigi, 1738-1791), commerciante di granaglie, pubblicò Etteilla, ou manière de se récréer avec un jeu de cartes. Etteilla, Alliette letto alla rovescia, ovvero modi di ricrearsi con un mazzo di carte. Il mazzo era quello francese del picchetto di trentadue carte, cui Alliette aveva aggiunto la carta Etteilla, per un totale di trentatre pezzi. A sinistra il Re di picche. Ogni carta riportava il suo significato sia se estratta diritta che rovesciata. Il concetto cartomantico del valore differenziato della carta se calata diritta o rovesciata sembra originale di Alliette. L’opuscolo dava indicazioni d’uso.
Tre anni dopo, nel 1773, pubblicò  Etteilla, ou la seule manière de tirer les cartes revue, corrigée et augmantée par l’auteur sur son premier manuscrit. Una riedizione riveduta e corretta. La ripetuta pubblicazione dell’opera è prova del successo della prima.
Alliette portava un netto progresso rispetto al mazzo Lenthall. Completò tutti i fondamenti della cartomanzia: il significato divinatorio di ogni carta in relazione al destino del postulante. Il successo editoriale cambiò la vita di Jean Baptiste, che abbandonò l’attività di commerciante di granaglie per indirizzarsi verso la cartomanzia professionale.
In quegli anni in Francia l’esoterica era di gran moda. Si moltiplicavano le logge massoniche, le confraternite e le associazioni di cultori di varie discipline occultistiche e misteriche. Era un movimento culturale diffuso, alternativo alla conoscenza ed alle verità socialmente accettate di quel tempo. Le autorità ne erano allarmate, presto questo movimento si esprimerà anche politicamente ed affiancherà i grandi sovvertimenti dell’epoca: la rivoluzione francese, i nascenti ideali liberali e borghesi, lo creazione dello stato nazionale, Napoleone ed il Romanticismo. L’allarme delle autorità  e la natura misterica delle nuove discipline portò gli adepti a raccogliersi in società segrete con sbarramento iniziatico e rituale.

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Antoine Court de Gébelin

Antoine Court de Gébelin, (Ginevra 1725 ? - Parigi 1784), nel ritratto a sinistra,  era un erudito di gran nome dell’epoca. Figlio del fondatore della Chiesa Riformata Svizzera e lui stesso pastore protestante, era adepto di spicco di varie società segrete. Fu segretario della loggia Les neuf soeurs, tra i cui membri vi erano Franklin e Voltaire. Nel 1778 divenne censore reale di Francia. Morì nel 1784, mentre era intento a scrivere il decimo volume della sua enorme opera, Monde Primitif,  di cui il primo volume era uscito del 1773.
Per Gébelin, l’umanità era una volta unita in una unica civilizzazione, una sola lingua, in una sola religione, e condivideva gli stessi usi e costumi. Cercò di individuare i segni della comune appartenenza a quell’età dell’oro, cercandone i resti sparsi. La sua ricerca fu spesso di natura linguistica ed etimologica. Vide nell’antico Egitto e nell’Ebraismo le culture più antiche, quindi più vicine al mondo primigenio.
Nella sua fatica, si affidò all'intuizione, un metodo poco scientifico che lo ha spesso portato a bizzarrie non riscontrabili. Il suo grande lavoro non ha avuto alcuna influenza ed è dimenticato.

Nel volume V, pubblicato nel 1778, Gébelin scrisse sui tarocchi: è gioco di carte ben noto in Germania, Italia e Svizzera; è giuoco egiziano, come un giorno dimostreremo; il nome suo è composto di due parole orientali:Tar e Rha, o Rho, che significano Strada Reale.
Prima che l’egiziano venisse decifrato da Champollion, Gébelin credette di avere compreso il significato delle parole egiziane grazie al suo ’intuito’. La scala dei trionfi dei mazzi originari dei tarocchi è riportata nel capitolo dei trionfi.
Nel volume VIII, uscito nel 1781, Gébelin spiegò meglio la sua intuizione in una dissertazione di trentuno pagine. Sul Carro, trionfo VII del tarocco di Marsiglia, individuò Osiride. Il Diavolo, in realtà, era Tifone. Sotto la Stella era raffigurata Iside. Concluse che si trattava di un libro egiziano, dove i sacerdoti avevano riportato le metafore della loro conoscenza universale. Il mazzo di tarocchi era quindi quello che ci restava della conoscenza universale d'una civiltà primigenia e millenaria.

Nello stesso volume è ospitata una più lunga dissertazione del conte de Mellet sullo stesso argomento. Il nobiluomo concordava con Gébelin sulla natura dei tarocchi come libro egiziano decaduto in carte da gioco. Precisava che la parola tarot veniva dall’egiziano Tarosh, in cui T era l’articolo determinativo, A stava per dottrina, Rosh era invece il nome di Mercurio o Toth.  Proseguiva spiegando come i tarocchi egiziani fossero stati portati a Roma ai tempi dell’impero, da lì ad Avignone dai papi e diffusi tra la gente dai gypsies, parola inglese per zingari. Congetture senza riscontro, oggi largamente contraddette
L’opera immane di Gébelin è dimenticata da tempo. Solo la sua congettura sull'origine egiziana dei tarocchi è stata salvata da Alliette.

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L'arrivo dei tarocchi nella cartomanzia.

Nella Parigi del 1781, Gébelin era influente. L'Egitto misterioso coi suoi monumenti straordinari e le sue pitture fantastiche evocava civiltà originarie perse nella notte dei tempi. Il collegamento dei tarocchi all’antico Egitto suscitò emozione. Lo scalpore giunse certamente alle orecchie di Alliette, in quel tempo editore-stampatore in proprio. Nel 1782 prontamente sottopose ai censori un manoscritto intitolato : Cartonomanie Egiptienne, ou interpretation de 78 hieroglyphs qui sont sur les cartes nommées Tarots. L'opera venne bocciata dai censori reali, tra cui c’era Gébelin, e non potè essere pubblicata. Anche il neologismo ‘cartonomania’ non ebbe fortuna. A sinistra, il Diavolo del mazzo Grand Etteilla.
Nel 1783 rieditò il suo classico: Etteilla, ou instruction sur l’art de tirer les cartes. Troisième et dernière edition. Il sottotilo riportava... Cartomancie, ou l’art de tirer les cartes. E' la prima menzione conosciuta della parola ‘cartomanzia’, che entrerà nel lessico planetario. 

Dal 1783 al 1786 riuscì a pubblicare un po' alla volta le Manières de se récréer avec le jeu ds cartes nommées Tarots. Curiosamente iniziò dal terzo cahier, quaderno, seguito dal primo e dal supplemento del primo.  Poi il quarto ed il suo supplemento, quindi il secondo. Infine chiuse il ciclo del suo contributo fondante la cartomanzia coi tarocchi, pubblicando il supplemento del secondo, ou mieux, cinquième cahier, o meglio, il quinto quaderno.

Nel 1787 uscì Leçons théoriques et pratiques du Livre de Toth, Lezioni teoriche e pratiche del libri di Toth, dove Alliette conferma le tesi di Gébelin sull’origine egiziana dei tarocchi e sul fatto che questi non erano stati fatti per il gioco, ma erano ‘hieroglyphs’, simboli sacri d’una conoscenza universale. L'autore dà una interpretazione originale sulla composizione del Libro di Toth, cioè del mazzo di tarocchi, pagina per pagina. Ci informa che è stato scritto da una commissione di diciassette Magi, presieduta da Hermes Primegistus, l’anno 171 dopo il Diluvio. Costruisce una teoria di collegamento tra tarocchi e astrologia e la filosofia degli Elementi. Apre la strada alla creazione di nuovi mazzi, raccontandoci che il libro originale è stato distorto nei millenni dagli stampatori di carte. Il perfetto libro di Toth, cioè un mazzo di tarocchi di ideazione dell'autore, venne accluso al libro col nome di Grand Etteilla, il primo mazzo di tarocchi esclusivamente divinatori. Aliette ripercorre anche la storia dei quattro anni precedenti, anni nei quali aveva fondato una nuova disciplina: la cartomanzia coi tarocchi. A destra, la Prudenza del Grand Etteilla.
Il mazzo Grand Etteilla è stato il mazzo cartomantico di tutta Europa nel XIX secolo. Viene tuttora stampato e praticato. Oggi alcuni influenti studiosi di esoterica e divinazione contestano anche duramente Alliette e le sue tecniche. Noi gli siamo grati per avere posto le basi fondanti della disciplina che chiamò cartomanzia, e d'avere ideato quella coi tarocchi, attività praticate in tutto il mondo.

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Bibliografia

Decker, Ronald. Depaulis, Thierry. Dummett, Michael. A wicked pack of cards. St. Marton's Press, NY 1996.
Dummett, Michael. Il Mondo e l'Angelo, Napoli 1993
Kaplan, Stuart, Encyclopedia of Tarot, vol I NY 1988, vol II NY 1986.
Pratesi, Franco. New discoveries, 9: Tarot in Bologna, in IPCS Journal, vol. XVII, 1990

Links: <http://www.villarevak.org/bio/etteilla_2.html>

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