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Varianti italiane del gioco dei Tarocchi.

Il mazzo dei tarocchi

Il mazzo dei Tarocchi è descritto nell'Introduzione. In sei secoli ha filiato varianti in tutta Europa. Restando in Italia, le varianti di mazzo e di gioco più interessanti e di maggior successo storico sono toscane, che a loro volta hanno prodotto altri mazzi e altri giochi in altre località.

Nei mazzi di Tarocchi italiani, le poche varianti intervenute principali sono :1. Sostituzione di alcune icone politicamente sgradite con altre. E' il caso del Papa e della Papessa bolognesi, sostituiti dai Mori. 2. La riduzione del mazzo mediante esclusione di alcune scartine. I mazzi ridotti documentati a me noti sono quello ferrarese del 1550 e quello del Tarocchino bolognese tutt'ora giocato. Entrambi consistevano di sessantadue carte invece che settantotto. La riduzione bolognese è quella naturale di esclusione delle sedici cartine più basse. 3. Il mazzo toscano dei Germini o Minchiate, che aveva aggiunto altri diciannove trionfi di concezione originale, per un mazzo di 97 carte. In Europa, i Tarocchi vennero talvolta trasferiti su semi francesi. 

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Il Sole

Nell'anonimo componimento I Germini sopra 40 meretrici della città di Firenze del 1553, da noi trascritto  presso la Biblioteca del TRE, troviamo elencati i quaranta trionfi di un mazzo toscano, trionfi che sono chiamati gèrmini, detto mazzo dei Germini. Molte icone dei germini sono coincidenti con quelle dei ventun trionfi del mazzo dei Tarocchi.  Ecco la lista completa dei germini con accanto alla lista dei trionfi bolognesi.

 

Germini

Tarocchi

Trombe

Angelo

Mondo

Mondo

Sole

Sole

Luna

Luna

Stella

Stella

35 Gemelli

34 Toro

33 Leone

32 Acquario

31 Pesci

30 Cancro

29 Sagittario

28 Capricorno

27 Ariete

26 Scorpione

25 Vergine

24 Bilancia

23 Aria

22 Terra

21 Acqua

20 Fuoco

19 Carità

18 Fede

17 Prudenza

Temperanza

16 Speranza

15 Torre

Torre

14 Diavolo

Diavolo

13 Morte

Morte

12 l'impiccato

Traditore

11 Goggo o tempo

Vecchio

10 Carro

Carro

9 Ruota

Ruota

8 Giustizia

Giustizia

7 Forza

Forza

6 Temperanza

Temperanza

5 Papa 5 o Innamorato

Amore

4 Papa 4 o Imperatrice

Imperatrice o Papa

3 Papa tre o Imperatore

Imperatore o Papa

2 Papa due o Granduca

Papa

1 Papa uno o Papino o Ganellino

Bègattino


I diciannove trionfi aggiuntivi sono le dodici costellazioni, i quattro elementi terra aria acqua e fuoco e le tre virtù teologali Fede, Speranza e Carità. Nei Tarocchi, il trionfo Temperanza è stato talvolta chiamato Prudenza. Nei Germini, il Papa è stato sostituito dal Granduca di Toscana. Nei giochi dei Tarocchi, l'Imperatore, l'Imperatrice, il Papa e la Papessa sono chiamati genericamente Papi e hanno lo stesso valore e la stesse caratteristiche di gioco. Il Matto è presente in entrambi i mazzi. Il  mazzo dei Germini consiste di 10 cartine e quattro figure per quattro semi tradizionali più un quinto seme di quaranta germini e il Matto, un 14x4+40+1 per un totale di 97 carte.

Salta agli occhi che nei due mazzi i trionfi bassi e i trionfi alti coincidono. Nel nuovo mazzo accresciuto, questi trionfi vengono chiamati germini, da cui la denominazione di mazzo dei Germini.  Michael Dummett  (Il Mondo e l'Angelo, 1993, pagg. 252 segg.) osserva che l'ordine in cui i Germini sono coincidenti con quelli dei Tarocchi è quello dei Tarocchi bolognesi. I Germini erano dunque un mazzo toscano di Tarocchi accresciuto, grazie all’inserimento di altri 19 tarocchi sui 21 trionfi classici più il Matto.

Il primo documento da me conosciuto che menziona i Germini lo trovo ne Le Carte Parlanti di Pietro Aretino, del 1543. Non a caso, in questo testo Aretino commenta le icone dei trionfi e dei germini, considerandoli un po' la stessa cosa. Franco Pratesi ha trovato altri due accenni ai Germini, più o meno coevi, uno del 1538 di Agnolo Firenzuola, l'altro di qualche anno dopo del pittore Angelo Bronzino, amico e corrispondente dell'Aretino che lo ricorda ne Le carte Parlanti. Un'altra menzione viene dal Lasca, nel suo componimento In lode della rovescina, da noi trascritto, databile intorno al 1545, dove troviamo l'ultima menzione toscana al gioco dei Tarocchi. Dopo di che per un secolo in Toscana si parla solo di Germini, che sembrano essere stati un mazzo e un gioco tanto popolare da soppiantare i Tarocchi. Pratesi ha trovato menzioni dei Germini datati ai primi anni del Cinquecento, menzioni che presto pubblicherà.

Non abbiamo documenti che ci spieghino in cosa consistesse il gioco dei Germini. E' certo che fosse un gioco di Tarocchi, cioè un gioco di presa e taglio. L'aumento delle briscole da ventuno a quaranta potrebbe essere stato ideato dai toscani per aumentare le occasioni di taglio. A Bologna, l'esigenza di accelerare la dinamica principale del gioco dei Tarocchi, appunto il taglio, è stata soddisfatta con riduzioni del mazzo ottenuto con l'esclusione delle quattro cartine più basse di ogni seme ordinario.

Minchiate rinascimentali

La Luna

Franco Pratesi ha trovato tre menzioni quattrocentesche di un gioco, anch'esso toscano, chiamato Minchiate : una lettera di Luigi Pulci a Lorenzo il Magnifico del 1466, una condanna per blasfemia a Cortona nel 1471, e uno statuto fiorentino del 1477, statuto che in una lista di giochi permessi menziona il gioco dei Trionfi e anche un gioco detto delle Minchiate.

L'Aretino ne Le carte parlanti del 1543 parla a lungo di Germini e Tarocchi e delle loro belle icone, accomunandoli e mischiandoli. Parlando di altri giochi di carte, il'Aretino inserisce le Menchiate in un gruppo di giochi quali il Minonne, il Calabrache, il Criccone, il Tre due asso. Il Calabrache, il Criccone e il Tre due asso erano sicuramente giocati col mazzo comune. Giovanni Florio nel suo World of Words del 1598 dice Menchiatte: the name of a game at cards, il nome di un gioco alle carte, ripetuto anche nell'edizione successiva del 1611 : a kind of games at cardes, un tipo di gioco alle carte. In entrambe le edizioni di questo vocabolario, venerato come fondante la lingua inglese, Florio invece definisce i Germini kind of playing-cards called terestriall triumphs, genere di carte da gioco chiamate trionfi terreni. Nel Vocabolario della Crusca del 1612 non ho trovato niente che assomigli alla denominazione minchiate, ma ho trovato questa affermazione nel lemma maggioreDare il suo maggiore, cioè far l' ultimo sforzo: metaf. tolta dal giuoco de' germini , o de' tarocchi, quando si da la carta di più valore. Sia l'Aretino, che Florio che la Crusca collegano i Germini ai Tarocchi. Gli statuti fiorentini del 1477, l'Aretino nel 1543 e Florio nel 1598 non collegano le Menchiatte o Menchiate o Minchiate ai Tarocchi, ma al mazzo comune. Credo che le Minchiate o Menchiatte nel Quattrocento e nel Cinquecento non fossero un gioco di tarocchi. Questa mia ipotesi è posta in dubbio da un solo documento che discuto altrove, dove leggo una frase di Francesco Berni, che nel Commento al capitolo della Primiera del 1528 circa dice : giocarsi in tutto dì un carlino in quarto a tarocchi, o a trionfi o a sminchiate che si sia.

La legislazione toscana  dal 1638 al 1682 mise bolli su mazzi chiamati Germini fino al 1682, ricorrendo al nome Minchiate solo nel 1696. Mi sembra improbabile che in Toscana nel 1470 vi fosse la variante complessa di un gioco, quello dei Tarocchi, che doveva essere arrivato da poco. Scommetto un caffé che le Menchiate accennate dall'Aretino non erano un gioco di Tarocchi. Altri insigni ricercatori sospettano che le Minchiate quattrocentesche scoperte da Pratesi fossero un gioco di carte e non un gioco di Tarocchi, mentre sappiamo per certo che il gioco dei Germini era un gioco di Tarocchi.

Minchiate seicentesche.

Nel XVII secolo troviamo menzione al gioco delle Minchiate giocate col mazzo dei germini. Michael Dummett (op.cit, pag 257) riporta una menzione del 1643 di Antonio Malatesti. Lorenzo Lippi, pittore e amico di Malatesti, accennò alle Minchiate nelle ottave 61 e 62 dell'VIII cantare del suo Malmantile racquistato. Vi si parla con indubitabili accenni a fasi di gioco caratteristiche delle Minchiate. Lippi morì nel 1665 e il Malmantile Racquistato venne pubblicato postumo. In una edizione del Malmantile del 1688, Minucci descrisse in nota un gioco di Minchiate praticato col mazzo dei Germini e di fatto uguale a quello che diventerà classico e lo definì assai noto. Sembra quindi che abbia ragione Dummet a proporre l'arrivo del gioco delle Minchiate nella prima metà del Seicento.

Le Minchiate erano un gioco toscano di Tarocchi che conosciamo bene perché longevo, estinto solo all’inizio del Novecento. Vari manuali di gioco ottocenteschi ne riportano le regole. Conservava la dinamica di gioco e molte regole dei Tarocchi. E’ stato gioco di grande brillantezza e di notevole articolazione. Ha goduto di enorme popolarità in Toscana fino alla fine dell’Ottocento ed ha avuto diffusione anche nell’Italia centro-meridionale, in Francia e in Germania. La prima regolamentazione è di Paolo Minucci del 1688, da noi trascritta e commentata. Un'altra più completa regolamentazione, ricca di dettagli importanti per la storia del gioco, è del 1716, di Niccolò Onesti, anch'essa da noi trascritta e commetata.

Da dove viene il nome Minchiate, che in Meridione ha una connotazione volgare ? Già Francesco Berni nel 1526, riferendosi al gioco dei tarocchi, dice ... a giocarsi in tutto di un Carlino in quarto a tarocchi, o a trionfi, o a Sminchiate che si sia.  Nel dialetto bolognese del Novecento, sminchiare (smincèr) significava affrettarsi, accelerare. Nel gioco dei Tarocchi di Bologna significa giocare trionfi, briscole. Michael Dummett ne ha preso spunto per ipotizzare un collegamento bolognese della denominazione. L'anonimo regolamento del gioco del Tarocchino bolognese della trascrizione Pedini da noi pubblicata è pieno i bolognesismi e risale al più tardi a metà Seicento. L'anonimo autore dice Della parola Sminchiate Cap: XIII Questa parola io non sò, che in verun altro discorso significhi cosa alcuna fuorchè in questo gioco, ove senza derivazione alcuna vuol dire Giocate Trionfo, e per ordinario s'intende il Trionfo maggiore (pag.44-r). La documentata pre-esistenza di Sminchiate e Minchiate toscane e l'ignoranza dei bolognesi sull'origine della parola sembrano indirizzarci verso un'origine toscana della parola, successivamente trasmessa nei giochi dei Tarocchi bolognesi.

La Stella

Il mazzo dei Germini cinquecenteschi e delle Minchiate seicentesche, con tutti quei trionfi, è ancor più finalizzato del mazzo standard dei Tarocchi. E’ difficile giocarvi giochi di presa e taglio molto differenti da quello conosciuto delle Minchiate. Le regole di presa e di gioco delle Minchiate sono le stesse dei Tarocchi, e anche i Germini erano un gioco di tarocchi. L'identità del mazzo e del territorio e la natura obbligata del gioco tolgono ogni dubbio su come le Minchiate fossero basicamente lo stesso gioco dei Germini, Germini testimoniati frequentemente nella Firenze del Cinquecento. Ho il sospetto che le Minchiate fossero una variante successiva del gioco cinquecentesco dei Germini, variante di tale successo da soppiantarlo.

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Ganellini e Gallerini.

Nelle Minchiate, troviamo che la carta del tarocco 1, il Begattino dei Tarocchi, è chiamato Ganellino. Michael Dummett (The Game of Tarot, 1980, pag. 339) ha trovato questa denominazione in un testo a me sconosciuto, Il Giuoco delle Minchiate, Livorno 1752. Thierry Depaulis mi informa di averlo a sua volta trovato in un testo che riporta una serie di domande e risposte, segnatamente la risposta di Francesco Guasti nel 1813 : come dicesi il primo tra i tarocchi ? Ganellino o Papa Primo. In tutti gli altri testi non trovo la denominazione Ganellino per il tarocco uno, ma quella di Papino o Papa Uno.

Gli accenni di Onesti e le differenze col gioco di Minucci danno la percezione di un gioco in via di sviluppo, grazie a varianti locali, che a volte restarono isolate, altre entrarono nel gioco classico, altre svilupparono altri giochi. E' questo forse il caso del gioco dei Ganellini praticato in Liguria col mazzo delle Minchiate.  Gioco che verosimilmente è figlio delle Minchiate toscane e non della variante siciliana dei Gallerini, come ritenuto da alcuni maggiori studiosi. In conclusione, le Minchiate descritte da Onesti sono figlie dei Germini cinquecenteschi, cui avevano aggiunto nel tempo varianti rituali, di gioco e di computo di punteggio.

Posto online il 20 settembre 2011 - riveduto il 15 dicembre 2011

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