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Accademia del Tre

I Trionfi - Tarocchi

Il Giudizio (1460 ca)

Fin dalla seconda metà del Quattrocento, i Tarocchi sono un mazzo di settantotto carte. Gli ordini sono cinque: bastoni, coppe, denari, spade e trionfi. L'iconografia è italiana, con le spade lunghe e curve e le bastoni lunghe e levigate. I semi tradizionali consistono di dieci cartine numerate dall'uno al dieci, e di quattro figure di corte: Fante, Cavallo, Donna e Re, a raffigurare rispettivamente l'undici, il dodici, il tredici ed il quattordici. Il quinto ordine dei trionfi è composto da figure particolari, numerabili dall'uno, detto il Mago o Bagatella o Begattino, al ventuno, il Mondo o l'Angelo, secondo tradizione locale. Originariamente, i ventun trionfi non erano numerati, cosicché la loro scala gerarchica è stata sviluppata diversamente da zona a zona (vedi il paragrafo sull'ordine dei trionfi). La ventiduesima (o la prima, se si vuole) carta dei trionfi è il Matto, cui è attribuito il numero zero. Più correttamente, il Matto va considerato carta autonoma con caratteristiche proprie.
A sinistra, il Giudizio del mazzo detto di Carlo VI (Ferrara, circa 1460).
Salta agli occhi che il quinto seme dei trionfi è la connotazione principale del mazzo dei Trionfi-Tarocchi. E' confermato che questo splendido seme è stato aggiunto al mazzo italiano tradizionale nella prima metà del Quattrocento. I trionfi hanno dato il nome al mazzo e al gioco fino alla fine del Quattrocento, quando ha cambiato nome in Tarocchi. Nei giochi praticati col mazzo dei Tarocchi, testimoniati nei sei secoli successivi, i trionfi erano, e sono ancora, il seme di briscola. Sappiamo che, nei giochi di presa, il taglio è stato inventato proprio nella prima metà del XV secolo. Gli studiosi considerano il mazzo dei tarocchi responsabile della propagazione della dinamica organizzata del taglio in Europa. Difatti, le carte da taglio o briscole sono ancora chiamate trionfi in tutta Europa : trump in inglese, trumpf in tedesco, triunfo in spagnolo, eccetera. Dopo sei secoli il gioco dei Tarocchi italiani è sopravvissuto isolato nel Canavese, a Bologna e in Sicilia. Non è stato ancora completamente chiarito in dettaglio come, quando e da chi ciascuno dei ventidue trionfi sia stato inserito nel mazzo dei tarocchi.

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I trionfi tagliano.

Il Sole (FE - Carlo VI)
Il Sole (BO)

E' il taglio la chiave rivoluzionaria del successo e della longevità del mazzo dei tarocchi. Una longevità che lo porterà fino al Novecento. Oggi è noto in tutto il mondo grazie alle sue splendide icone, che hanno convinto i cartomanti a farne il mazzo universale della loro arte. La carta del Matto, numero zero che non prende e non è preso, è stata forse la madre delle matte e dei jollies e crea ancora oggi brillanti situazioni di gioco.

Ci si chiede come mai, in tutte le tradizioni conosciute, i trionfi sono ventuno e come mai quei bizzarri ventuno. E' improbabile che il mazzo sia nato così. E' più credidibile che si sia sviluppato progressivamente, fino a essere definito e ripetuto uguale da un certo momento in poi in tutta Italia e in tutta Europa. Sono state fatte e vengono ancora fatte molte congetture sul processo di ideazione e di creazione dei trionfi. Un'ipotesi corrente vede aggiunti al mazzo standard pochi trionfi, forse soltanto otto. Il successo del taglio avrebbe stimolato la tendenza ad aumentarli. Una congettura sostenuta da Lothar Tekemeier vede svilupparsi un mazzo primigenio con quattordici trionfi, tanti quanti le carte dei semi comuni. Sia come sia, la tendenza ad aumentare i trionfi si è fermata ad una volta e mezzo il numero delle quattordici carte di seme: ventun briscole o trionfi, più il Matto.

Francesco Sforza muore nel 1466. Il suo mazzo, il cosiddetto Visconti Sforza, ci è giunto nella struttura definitiva del mazzo di tarocchi classico : 14 carte di seme + 22 trionfi per un totale di settantaquattro carte. L'anno della morte di Francesco Sforza è generalmente considerato l'anno de quo dell'esistenza del mazzo classico dei Tarocchi. Recentemente, è stata segnalata una significativa importazione di mazzi di Trionfi a Roma da Firenze nel 1462. L'importazione significa che il mazzo e il gioco erano conosciuti non solo nel Nord d'Italia, ma anche nel Centro Italia. Se erano prodotti e commercializzati in quantità, a quella data dovevano essere definiti in quei 21+1 che conosciamo.

Nel XVI secolo l’accelerazione del taglio è stata meglio ottenuta, un po’ dappertutto in Italia, riducendo il mazzo di un numero variabile di cartine. In questo modo si otteneva un aumento percentuale delle carte di briscola sulle carte ordinarie, senza dovere aumentare il numero dei trionfi, che avrebbe richiesto la creazione di nuovi mazzi e di impianti grafici appositi.

Verso la fine del Quattrocento o l'inizio del Cinquecento a Firenze inventarono i Germini, testimoniati nel 1543. I Germini erano un mazzo di tarocchi con quaranta trionfi invece di ventuno. Il mazzo dei Germini fu utilizzato dal Seicento ai primi del Novecento per un gioco di presa e taglio con combinazioni e scale di punteggio originali, chiamato Minchiate, testimoniato intorno al 1640. Il successo delle Minchiate cambiò il nome del mazzo, che dalla fine di quel XVII secolo si chiamerà mazzo delle Minchiate.

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Il gioco dei Tarocchi

I Tarocchi sono un gioco di presa e taglio, con obbligo di risposta al seme della carta d'attacco. Si può giocare a due, tre, quattro giocatori e anche cinque giocatori. Il senso del gioco è antiorario. Lo scopo del gioco è di incassare le figure dei semi ordinari mediante taglio ottenuto coi Trionfi.

L'obbligo vige per ogni seme. Come visto, i semi sono cinque : Coppe, Denari, Spade, Bastoni e Trionfi. Nel caso non si abbia di che rispondere ad un seme ordinario, è obbligatorio calare un trionfo, cioé tagliare. L'obbligo vige anche se il trionfo calabile è inferiore ad un altro trionfo precedentemente calato.

Il Matto è una carta particolare di molto pregio di gioco e di punteggio. E' una sorta di trionfo zero, che non partecipava alla dinamica del gioco, in quanto è sciolto dall'obbligo di risposta. Può essere giocato in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione. Non prende né viene catturato, ma mostrato al tavolo per essere riposto tra le carte incassate dal possessore anche nel caso che la presa fosse vinta dal partito avversario. In molte varianti di gioco, il possesso del Matto accresceva il valore delle combinazioni incassate a fine mano.

La composizione del mazzo in 78 carte impedisce la divisione intera delle carte a quattro giocatori. Questo vale anche per il mazzo ridotto a 62 carte, ancora popolare a Bologna e testimoniato a Ferrara nel 1450 ca. (Vedi Il Terziglio di Alberto Lollio). Il mazziere riceveva alcune carte in più, spesso due carte, che scartava prima del gioco. Più esattamente, nei giochi a quattro giocatori si distribuivano 19 carte a testa più due carte al mazziere, che ne scartava altrettante prima del gioco. Nei giochi a tre giocatori si distribuivano venticinque carte a testa, più tre al mazziere che ne scartava altrettante (vedi D'Oncieu). Col mazzo ridotto a sessantadue carte, nei giochi a tre erano distribuite venti carte a testa più due al mazziere per la scartata (vedi, Lollio e Imperiali). Nei giochi a quattro col mazzo ridotto, si distribuivano quindici carte a testa e due al mazziere (vedi, Pedini).

Vi erano accuse a inizio mano e premi per chi incassava combinazioni di figure. Le combinazioni premiate avevano nomi locali. Nel Cinquecento, spesso troviamo menzionate le ronfe, le cricche e le sequenze. Le rondìfe era serie di carte dello stesso seme, le cricche tre o più carte uguali, le sequenze erano scale di figure dello stesso seme (vedi  Il Terziglio di Alberto Lollio e la Trascrizione Pedini).

 

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Il valore delle carte

Originariamente, si computavano gli incassi di fine smazzata sul valore delle singole prese e non le carte individualmente. I Re valevano 4 punti, le Regine 3, i Cavalli 2, i Fanti un punto. Ma nel contesto della presa, se si catturava una figura con una o più cartine, il valore della presa era il punteggio della figura più un bonus per cartina. Modalità complicata e spesso peggiorata dalla presenza di prese anomale, come nel non raro caso di Matto calato da chi non faceva presa. Dal Seicento in poi il sistema è stato superato passando al computo individuale o a coppie di carte, attribuendo ai Re+cartina il valore di 5, le Regine+cartina 4, i Cavalli+cartina 3 , i Fanti+cartnina 2 e le cartine zero ma due cartine potevano valere 1.

I trionfi per lo più non davano punteggio, salvo un valore particolare alle carte maggiori e alle due carte più basse, il Matto e il Bagatto. A Bologna, Angelo, Mondo, Matto e Begatto sono detti i quattro Tarocchi e dal Seicento sono valutati 5 punti ciascuno (vedi la Trascrizione Pedini).

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Il Mondo (MI, VS)
Il Mondo (FE, Carlo VI)
Il Mondo (BO, 1490 ca)

L'ordine dei trionfi

Milano (VS)

Ferrara

Bologna

Matto

Matto

Matto

Bagatto

Bagatto

Bagatto

Papessa

Imperatrice

Papessa

Imperatrice

Imperatore

Imperatrice

Imperatore

Papessa

Imperatore

Papa

Papa

Papa

Amanti

Temperanza

Amore

Carro

Amore

Carro

Giustizia

Carro

Temperanza

Eremita

Forza

Giustizia

Ruota della Fortuna

Ruota della Fortuna

Forza

Forza

Vecchio (Eremita)

Ruota

Appeso

Traditore (Appeso)

Vecchio (Eremita)

Morte

Morte

Traditore (Appeso)

Temperanza

Diavolo

Morte

Diavolo

Fuoco (Torre)

Diavolo

Torre

Stella

Torre (Cielo)

Stella

Luna

Stella

Luna

Sole

Luna

Sole

Angelo (Giudizio)

Sole

Giudizio

Giustizia

Mondo

Mondo

Mondo

Angelo (Giudizio)

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I ricercatori

sir Michael Dummett

La bellezza e la forza evocativa delle icone dei tarocchi hanno da sempre stimolato l’ammirazione e la curiosità. La cartomanzia ne ha fatto lo strumento principale della divinazione e li ha resi familiari in ogni angolo del pianeta.
Nella seconda metà del XX secolo si è sviluppato un movimento, prevalentemente anglosassone, di ricercatori della storia dei tarocchi. La ricerca appassionata della loro origine è stata un motore importante della ricerca sui giochi di carte. Nel 1972 nacque a Londra la International Playing-Card Society (IPCS) che riunì personaggi della levatura di Silvia Mann, Ronald Decker, Deflet Hoffmann, Thierry Depaulis e sir Michael Dummett. Pochi anni dopo l’americano Stuart R. Kaplan, con la sua Encyclopedia of Tarot del 1978, ci ha dato il primo lavoro sistematico sulla storia dei tarocchi.
Il testo fondante della materia è The Game of Tarot di Michael Dummett del 1980, scitto in collaborazione con Sylvia Mann.
Sir Michael Dummett (1925-2011), professore emerito di Logica di Oxford, considerato da molti il maggior filosofo occidentale contemporaneo, ci ha dato studi sulla filosofia del linguaggio, della matematica e di filosofia analitica.  Ha redatto in italiano Il Mondo e l’Angelo nel 1993, testo di riferimento per chiunque in Italia sia curioso della storia dei tarocchi.  La sua ultima opera è stata a History of Games played with the Tarot pack, 2003 Mellen Press, opera esauriente sui giochi dei Tarocchi di tutta Europa, scritta in collaborazione con John McLeod (nella foto a destra, sir Michael ospite dell’Accademia del Tarocchino Bolognese nel 1998).
La benemerita IPCS ha agglomerato molti altri ricercatori e prodotto molte importantissime ricerche. Una menzione particolare va a Franco Pratesi ed alle sue fondamentali numerosissime scoperte di documenti sparsi nelle biblioteche e nella letteratura italiane. Alberto Milano ci ha dato saggi fondamentali sulla storia della stampa italiana delle carte e dei tarocchi. John McLeod ha affiancato Michael Dummett nella redazione del ponderoso A History of games played with the tarot pack del 2004. Inoltre McLeod ha aperto il sito benemerito delle regole dei giochi di carte www.pagat.com. Negli ultimi anni, nuovi ricercatori si sono segnalati. Per tutti, ricordiamo Ross. S. Caldwell, attivo nella IPCS e presente sul web con articoli, blog e forum. Ugualmente va ricordato Lothar Teikemeier, proprietario e animatore dell'ottimo sito Trionfi.com.

Tra i ricercatori italiani, oltre a Pratesi e a Milano, una menzione particolare va a Gherardo Ortalli, cattedrattico e direttore di Ludica, ed ad Adriano Franceschini, studioso che nel 1993 ha perlustrato la documentazione rinascimentale della corte ferrarese. Molto attivi tra gli altri Andrea Vitali e la sua associazione Le Tarot, che divulga la conoscenza dei tarocchi con mostre qualificate. Giordano Berti è autore di numerosi saggi di indirizzo misterico sui tarocchi.
In rete vi sono molti siti di tarocchi, per lo più di area occultistico-misterica. Il sito della IPCS è all'indirizzo <http://i-p-c-s.org/>. Sul gioco e sulla loro storia segnaliamo il sito di Andy Pollett in italiano ed in inglese <http://a_pollett.tripod.com/indice.htm>. Specifico sui tarocchi e la loro storia sono il già ricordato <http://trionfi.com/0/e/>, e anche http://autorbis.net/ dove operano Lothar Teikemeier con altri, tra cui Ross S. Caldwell.

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Messo online l'8 dicembre 2008 - Aggiornato il 10 gennaio 2012

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