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Accademia del Tre

Francesco Sforza e i trionfi.

Francesco Sforza

Stuart R. Kaplan ha trovato due lettere. Riportiamo la più interessante.

1450. 11 dicembre. Francesco Sforza, ritratto dal Bembo a destra, scrive a Antonio Trecho texaurario, Voliamo, subito recevuta questa, per uno cavallaro ad posta, ne debbi mandare doe para de carte de triumphi, della piu belle poray trovare; et non trovando dicti triomphi, voglie mandare doe altra para de carte da giocare, pur delle piu belle poray havere. Antonio Treco era il tesoriere dello Sforza. Il condottiero giocava a trionfi nel 1450.
Con che mazzo giocava Francesco? probabilmente con quello della corte del suocero Filippo Maria. I mazzi da gioco milanesi erano diversi da quelli celebrativi? forse qualche icona adatta all'occasione celebrata era veniva aggiunta o ne sostituiva un'altra, ma grosso modo il mazzo doveva essere stabilizzato su due principi : quattro semi di 14 carte ciascuno e un numero variable di più da quattordici trionfi o più. Questa congettura si basa su tre riflessioni : molti trionfi viscontei del mazzo VdM sono entrati nella mazzo successivo ; il mazzo Visconti Sforza, di cui parliamo qui sotto, era praticamente il mazzo classico dei tarocchi ; gli amici ferraresi degli Sforza dal 1453 produrranno mazzi di cui ci sono giunti centinaia di pezzi, tutti presenti nel mazzo classico dei tarocchi.

La notizia certa è che a Milano nel 1450 i trionfi erano prodotti fuori dalle corti e commercializzati.

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Il mazzo Visconti Sforza

Il Tempo (VS)

Il mazzo VS, per gli anglosassoni, Pierpont Morgan Carrara Colleoni. E’ il più completo dei mazzi quattrocenteschi dipinti miniati a mano. Consiste di settantaquattro carte, di mm. 175x87, divise tra la Pierpont Morgan Library di New York, l’Accademia Carrara di Bergamo e la famiglia Colleoni di Bergamo.
Restano venti trionfi, mancando solo il Diavolo e la Torre, e cinquantaquattro carte di seme, da cui mancano solo il Tre di Spade ed il Cavallo di Denari. Quindi il mazzo era certamente di almeno settantasei carte (14x4+20 trionfi). Si sospetta che probabilmente fosse completo con settantotto carte (14x4+22 trionfi).
Trionfi e figure hanno lo sfondo in oro, le cartine hanno lo sfondo crema. Le Spade sono diritte ed intersecate come le Bastoni. A sinistra, l'Eremita.
Sei Trionfi (il Mondo, il Sole, la Luna, la Stella, la Fortezza, la Temperanza) sono di mano ferrarese. Si ipotizza che il secondo artista sia intervenuto una ventina d’anni dopo ad integrare il mazzo da carte mancanti. Si discute se le carte fossero venute meno accidentalmente o se il mazzo fosse stato integrato secondo una nuova struttura.

Il Sole (VS)

Le Denari non sono più fiorini di Filippo Maria. I segni araldici sono solo sforzeschi. Il mazzo è stato miniato per Francesco Sforza, duca di Milano dal 1450 al 1466. L’ipotesi minoritaria, che lo attribuiva al figlio Galeazzo Maria (1466-76), sembra compromessa dal quadro generale dell’evoluzione dei trionfi-tarocchi della metà del XV secolo. Kaplan individua nelle carte, insieme agli emblemi di Francesco Sforza, anche la corona ducale, quindi ipotizza che sia stato miniato dopo il 1450, anno in cui il condottiero si era proclamato duca. (A destra, il Sole VS).
Giuliana Algeri attribuisce anche questo mazzo alla mano di Francesco Zavattari, che muore nel 1453. Altri preferiscono attribuirlo a Bonifacio Bembo, che era un pittore favorito della corte di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti.
Le icone e la struttura del mazzo VS diventeranno lo standard di riferimento dei successivi mazzi milanesi, miniati o stampati. Sono le matrici dirette del mazzo di Marsiglia, che diventerà il mazzo classico dei tarocchi nel mondo.

La Luna (VS)

La struttura è quella definitiva del mazzo di tarocchi classico. Nel 1457 gli Estensi avevano celebrato Galeazzo Maria Sforza con due splendidi mazzi celebrativi di sole settanta carte. Se a Milano nel 1457 giocavano con un mazzo di sole (14x5=) settanta carte, il mazzo VS sarebbe stato prodotto tra il 1457 ed il 1466, anno della morte di Francesco Sforza.

In questo mazzo vi sono sei trionfi miniati successivamente da mano ferrarese, la cui tradizionale datazione al 1470-1475 è approssimata. Michael Dummett ritiene che l’artista emiliano fosse stato chiamato a sostituire carte mancanti o usurate. Altri sospettano che fosse intervenuta un'integrazione di nuovi trionfi da Ferrara. Il sospetto si fonda sul fatto che Sole, Luna e Stella non sono presenti nei mazzi viscontei. L’accorpamento delle icone ferraresi alla successiva tradizione iconografica milanese sembra indicare che gli Sforza si fossero adeguati in un qualche modo al modello di mazzo arrivato da Ferrara. A destra, la Luna ferrarese del VS.

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Messo online il 15 dicembre 2008, revisione dell'1 ottobre2011

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